Nuovo Post (May 03, 2017 at 08:31PM)


Mercoledì 03/05/2017

CAMPI DI CONCENTRAMENTO…IN EUROPA? Tutti speravamo di non dover più confrontarci con cose del genere, dopo la fine dell’incubo nazista. Eppure le notizie arrivate in queste settimane dalla #Russia hanno sollevato – giustamente – una vera e propria battaglia di protesta sul web: alcune settimane dopo il fermo di 100 uomini accusati di essere #omosessuali – dei quali almeno 3 di questi uccisi sul posto – ecco altre notizie choc: sarebbero infatti operativi dei veri e propri campi di concentramento per omosessuali, nella Repubblica #Cecena della Federazione Russa, in cui i #gay vengono torturati con scosse elettriche e picchiati a morte. #HumanRightsWatch ha confermato la notizia, con alcuni dei detenuti riusciti a fuggire che hanno rivelato al quotidiano #NovayaGazeta le torture ricevute: “Ci hanno sempre colpito sotto la vita, sulle cosce, i glutei, i fianchi. Ci divevano che siamo come cani e che non avevano alcun diritto alla vita“. Novaya Gazeta riferisce inoltre che alcuni dei prigionieri sono stati riconsegnati alle famiglie, “chiedendo ad esse di compiere un delitto d’onore”, ovvero di uccidere loro i propri fratelli, sorelle e figli gay. Tanya Lokshina, direttrice di Human Rights Watch, ha poi proseguito rivelando altri particolari, riportati da siti online di area #GLBT : “Da diverse settimane è in atto una brutale campagna contro le persone #LGBT, in tutta la Cecenia. Funzionari di polizia e delle agenzie di sicurezza sotto il controllo del capo della Repubblica cecena, @RamzanKadyrov, hanno radunato decine di uomini con l’accusa di essere gay, per poi torturarli e umiliarli. In questi giorni pochissime persone in Cecenia osano parlare ai giornalisti e alle TV, anche in forma anonima, perché il clima di paura è forte e la gente è in gran parte intimidita e costretta al silenzio. La presentazione di una denuncia ufficiale contro i funzionari di sicurezza locali è estremamente pericolosa, perché la ritorsione da parte degli enti locali è praticamente inevitabile”. Ramzan Kadyrov, presidente ceceno, ha negato qualsiasi accusa, sostenendo che “Non ci sono gay in #Cecenia ” (!). Mosca – neanche a dirlo – non ha commentato la notizia. Ebbene, sono realmente scioccato da queste notizie, e resto convinto che rispetto delle persone con diverso orientamento sessuale sia uno dei principali “spartiacque” – sempre più evidente” – tra le democrazie e i più odiosi autoritarismi… Chiunque possa, si mobiliti sul web per condividere la notizia e inviare via Social messaggi di solidarietà alla comunità LGBT Cecena! GRAZIE!


Pubblicato sulla mia pagina facebook, qui il post originale.


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