Congresso Nazionale FdI – AN

Trieste, 2 e 3 Dicembre 2017

Il più caldo benvenuto a tutti gli iscritti e simpatizzanti che sono venuti qui a Trieste dall’estero per testimoniare il loro impegno a ricostruire l’Italia, il senso della Patria, della Sovranità della nostra Nazione . dal Nordamerica, il Presidente dei Comitati Tricolore Vince Arcobelli,dal Sudamerica l’Avvocato Sangalli.

Italianità ‎

L’italianità è valore identitario di grande forza per tutti noi di Fratelli d’Italia. Il nome che ci siamo dati riassume una storia millenaria. E soprattutto quella delle decine di milioni di italiani che hanno affermato la loro identità nazionale dentro e fuori i confini della Patria. Come Giuseppe Mazzini, tutti noi “vogliamo, cerchiamo la Patria”. Condividiamo senso di appartenenza, fratellanza e unicità identitaria che accomuna da sempre i cittadini in Italia con quelli espatriati. Nessun altro Partito quanto il nostro conserva nel proprio patrimonio genetico il valore assoluto dell’essere italiani in un unico popolo e in una sola Nazione.

Credo che ci sia motivo di orgoglio nell’appartenere a un movimento politico e culturale che più di ogni altro esprime un’assoluta unicità identitaria per tutti gli italiani e i loro discendenti, dentro o fuori che siano dai confini nazionali. Noi affermiamo il valore della nostra emigrazione quale “identità nazionale”. E’ stato solo il nostro Partito a contrastare i recenti attacchi a simboli identitari come Colombo, Balbo, e altri giganti del pensiero, cultura, e presenza italiana nel mondo. Balbo rappresenta visione, coraggio e conquista di “nuove frontiere”. FdI-AN ha sostenuto le associazioni e i leaders delle comunità emigrate per scongiurare il vulnus della cancellazione della memoria di Italo Balbo a Chicago. Lo stesso abbiamo fatto abbiamo contro la “revisione storica” in Nord e in Sud America delle imprese di Cristoforo Colombo, quasi che i valori positivi e gli straordinari progressi sociali e di libertà dell’Occidente possano essere rimossi dalla cultura e dalla storia dell’umanità.

I Governi Renzi e Gentiloni non si sono mai espressi e hanno così trascurato quanto sia importante riaffermare i valori euro-atlantici in momenti di preoccupanti erosioni delle democrazie liberali per immigrazioni incontrollate, radicalizzazioni e intolleranze diffuse.

I Governi a guida PD dell’ultimo quinquennio

Letta, Renzi, Gentiloni – e i loro Ministri degli Esteri Bonino, Mogherini, Gentiloni, Alfano – hanno brillato declaratorie sull’importanza delle comunità italiane all’estero, agendo però esattamente nella direzione opposta. Le loro politiche fiscali, economiche, culturali e di assistenza hanno colpevolmente ignorato e danneggiato gli italiani all’estero. Hanno dimostrato di considerare di “Serie B” i nostri concittadini all’estero: un mondo che si aggira annualmente attorno ai quindici milioni di persone. Anziché assicurare loro piena parità di diritti garantiti dalla Costituzione, le leggi proposte dagli ultimi tre Governi relegano sempre più gli italiani all’estero in una sorta di “piccola cittadinanza” , anziché assicurare intera parità con quelli in Italia.

Tutto ciò può forse non stupire, data la scarsa sensibilità per i valori di Identità e di Sovranità mostrata dai Partiti che hanno sostenuto dal 2013 a oggi tre Governi. Devono essere però ben chiare le responsabilità degli errori i che noi vogliamo correggere.

Responsabilità politiche nei confronti degli italiani all’estero

* Progetto di riforma costituzionale

Le responsabilità più evidenti di Renzi contro gli italiani all’estero sono emerse nel progetto di riforma costituzionale dello scorso anno.

Gli italiani all’estero sparivano letteralmente dalla riforma renziana della costituzione: sopprimeva tutti i senatori eletti all’estero ;raddoppiava – dai circa 250 mila attuali a 450 mila – il numero degli elettori corrispondenti ad ogni deputato eletto all’estero.

* Legge elettorale

La nuova legge elettorale stabilisce anche residenti in Italia di candidarsi all’estero, contraddicendo le ragioni etiche, politiche e di diritto alla base della riforma costituzionale che ha introdotto la circoscrizione Estero.Quale rapporto con il territorio  sarà possibile con chi può contemporaneamente candidarsi in più di un collegio elettorale in Italia e in una ripartizione estera di cui non conosce le comunità né il territorio né le strutture politiche e sociali del paese in cui si fa eleggere

* Rete consolare

Dal Governo Letta in poi- in particolare con il Ministro Emma Bonino- sono stati chiusi più di venti uffici Consolari, oltre ad alcune Ambasciate. Sono state così indebolite gravemente le strutture basilari della rappresentanza del Sistema Paese all’estero. Lo stesso Governo ha recentemente riconosciuto alcuni degli errori commessi: tra questi, la chiusura di un Consolato importante come quello di Manchester nel pieno della campagna  Brexit.

* Risorse finanziarie per organismi rappresentativi delle comunità all’estero, tutela, assistenza e promozione culturale.

La Legge di Bilancio presentata in Parlamento dimostra in modo inequivocabile la volontà del Governo, in linea con quanto fatto dagli ultimi precedenti Governi a guida PD, di ridurre  prepotentemente i fondi per il capitolo Italiani nel mondo e  politiche migratorie .Nel 2017 le risorse effettive destinate al funzionamento dell’Amministrazione degli affari esteri ammontano a 902 milioni di euro: una riduzione netta di ben €50 milioni rispetto al 2013, nonostante l’aumento complessivo della spesa pubblica e dell’indebitamento dello Stato.

* Riduzione del personale addetto ai servizi consolari e all’assistenza

21% in soli dieci anni, con una perdita di oltre milleduecento addetti.

Aggravio delle condizioni burocratiche frapposte al riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti di italiani all’estero, mentre si impegnano risorse e volontà politica per accelerare e facilitare la concessione della cittadinanza agli immigrati illegali e clandestini in Italia. Ci sono dei Sottosegretari agli Affari Esteri che si sono permessi di dire e scrivere che gli immigrati in Italia sono più integrati nel nostro Paese di quanto non siano i discendenti di italiani che chiedono la nostra cittadinanza nei nostri Consolati all’estero.

FdI-AN vuole:

1) correttivi alla Legge di Stabilità per misure di equità fiscale nei confronti dei cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE. E’ vergognoso tassare con l’IMU la prima casa dei connazionali espatriati che il governo considera automaticamente “una seconda casa”.

2) Agevolazioni fiscali per quanti ristabiliscano la residenza in Italia, contribuendo così a un maggior gettito di imposta sui redditi, e misure per il reinserimento dei connazionali particolarmente qualificati professionalmente . Devono essere riproposti: il riconoscimento pieno della funzione pubblica internazionale per italiani che operano nelle OOII; misure per facilitare i nostri ricercatori nella loro formazione all’estero e in Italia. In tale direzione vogliamo politiche e misure normative in sostegno della ricerca,modalità di specializzazione che facilitino i Dottorandi di Ricerca temporaneamente all’estero che intendano rientrare per frequentare l’Università in Italia.

3) Maggior controllo sul voto all’estero  e adozione anche del voto telematico.

4) Sostegno al processo di riforma e rilancio degli organismi rappresentativi delle comunità all’estero – Comites e CGIE – vista la complessa operatività dei medesimi. Una Conferenza Stato-Regioni-CGIE dovrebbe contribuire al coordinamento tra le Consulte Regionali per l’emigrazione.Intendiamo promuovere uno “Statuto dei transfrontalieri”,fenomeno in costante aumento che riguarda per l’Italia circa 90mila italiani, di cui 70mila in Svizzera,  e che comprende Francia, Austria, Slovenia, Croazia.

5) Rafforzamento di rete e servizi diplomatico- consolari. Vogliamo l’apertura di nuove sedi consolari e un corretto finanziamento di quelle esistenti attraverso misure di riqualificazione della spesa e reperimento delle risorse.

6) Piano di emergenza per la comunità italiana in Venezuela, e adozione  misure politiche , finanziarie e di assistenza  a livello nazionale e europeo. Come sottolineato dalla Commissione Continentale, la comunità italiana continua a sentirsi in uno stato di “abbandono” a causa della mancanza di servizi consolari e di interventi politici che hanno invece caratterizzato l’azione di altri Governi europei. FdI-AN ha attuato una serie di iniziative a livello sia nazionale che  regionale: in particolare nella Regione Toscana dove risiede un’importante comunità italovenezuelana.

7) Revisione delle priorità politiche che riguardano tutela, assistenza , e sostegno ai cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero. FdI- AN vuole radicare nel Paese e nella sua cultura politica il fondamentale principio che la tutela e assistenza agli Italiani che si trovino  all’estero in situazioni difficili e di  pericolo sono necessari e dovuti per due motivi: I) èinteresse nazionale che gli italiani devono essere rispettati nei loro diritti e libertà fondamentali ovunque si trovino;II) i connazionali all’estero sono parte integrante del popolo italiano, della sua Sovranità e identità nazionale.La lesione dei loro diritti lede entrambe. Oscuri interessi economici hanno messo in secondo piano queste priorità . Non parlo solo di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ma anche di Giulio Regeni. Tutela e assistenza riguardano anche le migliaia di connazionali detenuti all’estero, vittime di vicende giudiziarie inaccettabili- come quella di Chico Forti, detenuto da 17 anni in un penitenziario americano nonostante le nuove prove acquisite dimostrino la sua completa innocenza- o di altri pure  bisognosi, spesso in Paesi dove gli istituti di pena sono più Lager che carceri, di una capillare e efficace assistenza consolare, che purtroppo le strutture  e risorse della Farnesina, ancor più dopo la soppressione di venti Ambasciate e Consolati da parte degli ultimi tre Governi a guida PD, non riescono a garantire.

8) Rilancio a tutti il livelli istituzionali, specialmente i più alti , della “Giornata degli Italiani nel mondo, l’8 agosto in ricordo dei nostri connazionali deceduti a Marcinelle . Vogliamo impegno e iniziative in Italia e all’estero per fare davvero conoscere la storia dei connazionali emigrati,  per diffondere la nostra  lingua e cultura. Sosteniamo la proposta del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per un importante riconoscimento alla straordinaria figura del Ministro Mirko Tremaglia,  nella consapevolezza di quanto sia attuale quanto amava dire: “L’Altra Italia si è presentata davanti a me con un’incredibile forza umana e morale, con straordinarie espressioni culturali, politiche ed economiche e la ricchezza inesauribile dell’italianità.”

 

©2021 Giulio Terzi

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