DIETRO LE QUINTE DELLA GUERRA IN #UCRAINA: IL PATTO D’ACCIAIO #MOSCA/#PECHINO:

“Atlantico” qualche settimana fa ha sottolineato come il pensiero “…meglio russi che morti” sia il succo del discorso di gran parte dei commentatori in queste settimane di guerra #Ucraina. Man mano che la guerra si prolunga, scrive Atlantico, l’appello per la resa incondizionata degli ucraini si fa più forte e sentito, condito con discorsi su possibili escalation e guerre nucleari. Per alcuni il problema di questo conflitto è solo uno e si chiama: Zelensky. La sua colpa? Resistere ai russi. Più resiste, dicono costoro, più sarà il responsabile delle vittime militari e civili del conflitto. Un pacifismo peloso, mascherato da umanitarismo, ma con la stessa logica dei Borg, razza aliena inventata dagli sceneggiatori di Star Trek: “Assimilatevi, la resistenza è inutile”. Questo “pacifismo” lo avevamo già visto in azione durante la Guerra Fredda, quando la sinistra di piazza e di opposizione chiedeva il disarmo unilaterale della NATO. Se i sovietici avessero invaso la Germania Ovest, avremmo dovuto accoglierli con i sorrisi e i fiori, se avessimo invece opposto resistenza sovietici avrebbe potuto innervosirsi. E sai, se una potenza nucleare si innervosisce…. La logica, oggi, è esattamente la stessa: al massimo la risposta all’aggressione dell’Ucraina dovrebbe consistere in sanzioni economiche e in una protesta politica all’Onu. Ma per alcuni commentatori, questa reazione – pressoché nulla – sarebbe già da considerarsi un atto di belligeranza. A loro avviso, dovremmo solo voltarci dall’altra parte. E sorridere. Perché se non sorridiamo, i russi si innervosiscono. E sai, se i russi si innervosiscono… hai capito, no?”, chiosa Atlantico.

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©2022 Giulio Terzi

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