Nuovo Post (August 14, 2017 at 11:52PM)


BUON FERRAGOSTO, ALLA MEMORIA DI UN ITALIANO SEMPLICEMENTE *STRAORDINARIO*… <3 Oggi, 15 agosto, ricorre l’anniversario della scomparsa di un nostro connazionale da molti – e troppo a lungo - dimenticato, che voglio ricordare con infinita gratitudine e riconoscenza. Giorgio #Perlasca si trovava in #Ungheria per affari – era un commerciante di bestiame – nel 1944, ben inserito nella comunità italiana di #Budapest, quando la situazione degenerò con l’insediamento di un nuovo governo “fantoccio” filo-#nazista e si moltiplicarono le efferate vendette degli *squadristi in camicia nera*, specie contro la comunità ebraica: con l’arrivo nella capitale del nazista Adolf #Eichmann, il cinico e criminale burocrate della “soluzione finale”, la più grande comunità ebraica d’Europa – oltre 700.000 persone tra Budapest, territori agricoli del paese e province annesse all’Ungheria - venne sistematicamente deportata e decimata, con *oltre 566.000 ebrei uccisi*. Come ricorderete, Perlasca – ex fascista della prima ora e volontario della Guerra di Spagna, poi allontanatosi in modo netto dal Regime dopo le vergognose Leggi razziali che giustamente non condivideva, e in polemica per l’alleanza con #Hitler post 8 settembre - era molto ben visto dai Diplomatici dell’Ambasciata di #Spagna a Budapest: quando con il degenerare della situazione in città l’Ambasciatore Angel Sanz Briz lasciò la capitale, Perlasca – con la complicità di alcuni funzionari della Legazione – s’installò negli uffici, s’inventò un ruolo di “Console Generale”, accreditandosi di propria iniziativa con carta intestata e timbri (falsi!) presso il Ministero degli Esteri Ungherese, e - rischiando la fucilazione – iniziò a compilare “salvacondotti” attribuendo “protezione spagnola” a molti ebrei ungheresi, ricoverandoli presso “case protette” sotto copertura diplomatica di #Madrid, le cui autorità ufficiali erano ovviamente del tutto ignare della sua “attività umanitaria”: capacità d’improvvisazione, creatività e slancio tipici di un grande italiano…! Così facendo, Perlasca salvò la vita di quasi 8.000 ebrei, tra cui moltissimi bambini, donne e anziani, arrivando a strappare letteralmente dalle mani dei nazisti i deportati sui binari delle stazioni ferroviarie, e sventando inoltre - in collaborazione con altri (veri) diplomatici - l'incendio e lo sterminio programmato nel ghetto di Budapest, che in quel momento ospitava 60.000 ebrei ungheresi. Poi, l’opera di Perlasca contro la #Shoah venne immediatamente e colpevolmente “dimenticata” dopo la fine della guerra: come disse il conduttore TV Gianni #Minoli 40 anni dopo, “…per qualcuno, con Perlasca il conto non tornava: un ex fascista era stato un *eroe vero* nella salvezza degli ebrei d’Ungheria…”. Solo a fine anni ’80, alcune donne ebree ungheresi rintracciarono finalmente Perlasca e divulgarono la sua storia di incredibile coraggio e solidarietà: a quel punto, ancora in vita, Perlasca ricevette finalmente il giusto riconoscimento, 2 anni prima di venire a mancare, e fu insignito del riconoscimento di Giusto tra le Nazioni, con anche una foresta di 10.000 alberi piantati in Israele, a simboleggiare le vite degli ebrei da lui salvati in Ungheria. Al giornalista Enrico #Deaglio, che lo intervistò per il bel libro “La banalità del bene”, che ricostruisce la sua storia, Perlasca seraficamente dichiarò: “...Mi scusi, ma Lei nella mia situazione cosa avrebbe fatto…?”. Ecco, la straordinaria semplicità di un "italiano qualunque", il quale, pur non ebreo, non esitò un istante a rischiare la propria vita per salvare quella di persone a Lui sconosciute... Nel dicembre 1991, il Senato Italiano approvò - tardivamente, quasi a "scusarsi" - un vitalizio annuo, che Perlasca – che pur viveva con i suoi soli risparmi – rifiutò. Ebbene, non ho altre parole per celebrare questo nostro connazionale (che non fu l'unico a distinguersi in circostanze di questo genere) se non quelle degli alunni di una scuola elementare dove Giorgio Perlasca venne chiamato, pochi mesi prima di mancare, a raccontare la Sua storia: “Vorremmo essere come Lei...”. Immenso, Giorgio Perlasca, l’Italia è fierissima di Te! E con questo ricordo...BUON FERRAGOSTO A TUTTI VOI!


Pubblicato sulla mia pagina facebook, qui il post originale.


©2020 Giulio Terzi

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