IL CORAGGIO DI DIRE LE COSE COME STANNO


IL CORAGGIO DI DIRE LE COSE COME STANNO, IN UNA PRESS CONFERENCE: APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI, A 1 GIORNO DALLA SUA VISITA A TEHERAN! Sto partecipando, mentre lancio questo post, a un meeting con la stampa a Roma per promuovere quest’appello al nostro PdC, appello che ho sottoscritto insieme a molte persone di spicco del mondo della cultura e della politica, italiane e non solo: “Nella recente visita in Italia del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rouhani, e durante incontri con i massimi rappresentanti della Repubblica Italiana, è chiaramente emersa la volontà formale di ristabilire relazioni politiche e diplomatiche più regolari, come anche evidente è stato l’interesse a stabilire relazioni più favorevoli di cooperazione economica e commerciale tra i due paesi. Invece, la situazione *indecente* dei diritti umani nel regime dei mullah è rimasta completamente coperta da un velo di riserbo (come quello posto sulle “statue nude” dei Musei Capitolini in occasione della visita dell’esponente iraniano in Italia…). Tra le altre cose, è da decenni che l’Iran è in cima alla triste lista di “paesi boia” del mondo – raggiungendo il numero record di impiccagioni proprio nel momento in cui il “moderato” Rouhani è diventato Presidente – ed è nostro desiderio che il Primo Ministro italiano sia a conoscenza anche di questo lato della realtà che caratterizza la Repubblica islamica che si prepara a visitare. Chiediamo al capo del Governo di un paese che il mondo riconosce come il campione della battaglia per la Moratoria universale sulla pena di morte e per l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale, di mettere al centro di *ogni incontro con gli alti funzionari iraniani* la questione del *rispetto dei diritti umani* universalmente riconosciuti, e di utilizzare questa importante occasione per denunciare le violazioni più gravi che avvengono in Iran, tra le quali:
– l’uso allarmante della pena di morte, anche applicata su imputati minorenni, in violazione degli accordi e delle convenzioni internazionali che l’Iran ha ratificato;
– la discriminazione delle minoranze religiose, con particolare riferimento alle sofferenze dei Cristiani e dei Baha’i;
– la persecuzione delle minoranze sessuali e, in particolare, degli omosessuali, puniti anche con la morte;
– la negazione dell’Olocausto e l’invocazione alla distruzione dello Stato d’Israele, promossi soprattutto dalla Guida Suprema Ali Khamenei, che l’ha ribadito di recente, quando l’Iran ha fatto un altro test missilistico in completa violazione della risoluzione delle Nazioni Unite 2231 (sui missili lanciati è stato scritto in ebraico e in arabo: “Israele sarà spazzata via dalle mappe geografiche”);
– gli arresti di attivisti per i diritti umani e di oppositori politici, dei quali il Primo Ministro italiano deve richiedere l’immediato rilascio;
– la discriminazione legale contro le donne, la cui testimonianza in Tribunale vale, come prova, metà del valore della testimonianza di un uomo, e il cui valore in caso di vittima di omicidi è anche in questo caso la metà del valore di una vittima di sesso maschile.
CONCLUSIONE: Siamo convinti che *difendere i propri valori* sia giusto anche quando si deve avere un dialogo con persone che hanno valori opposti ai nostri, e che farlo sia anche utile per essere tenuti nel massimo rispetto e nella più alta considerazione, che meritano sempre coloro che dimostrano di essere esigenti, coerenti e forti nelle loro convinzioni, rispetto a coloro che invece mostrano di essere indulgenti, indifferenti e, alla fine, impotenti…” CONDIVIDETE SU FACEBOOK, GRAZIE A TUTTI VOI! :)


 

Pubblicato sulla mia pagina facebook, qui il post originale.


©2020 Giulio Terzi

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