Nuovo Post (November 29, 2017 at 12:58AM)


A MENTE FREDDA, SULLA SCONFITTA “EMA”: UNA VERGOGNA ITALIANA… Molti di Voi mi hanno scritto privatamente per chiedermi cosa pensassi circa l’assegnazione dell’#EMA – Agenzia Europea del Farmaco ad Amsterdam invece che a Milano. Ho atteso alcuni giorni prima di prendere posizione pubblicamente, al fine di “dar tempo” al Premier Paolo Gentiloni e a tutte le funzioni istituzionali coinvolte di esprimere le proprie idee e giustificare con la necessaria serenità le proprie posizioni. Con la consueta schiettezza, ecco il mio personale parere: la sconfitta dell’Italia in questo frangente, è l’esatto bis della corsa per il seggio al Consiglio di Sicurezza dell’#ONU dello scorso anno, per la quale errori di strategia e di comunicazione ci hanno portato a doverci arrendere – proprio all’Olanda, tra l’altro! – proponendo, per paura di perdere all’ultima votazione, di “tagliare in due la poltrona”, e sederci sopra per un anno l’Italia e per un anno l’#Olanda. Un escamotage che ho trovato goffo e penoso, ad esser diplomatici, utile solo per far finta di non perdere e per giunta vergognosamente condito da note stampa governative di finta soddisfazione buone per tentare di tacitare un opinione pubblica che evidentemente si continua a voler considerare composta da minus-habens, quale non è affatto. Per l’EMA gli errori sono stati strategici, come dicevo, e in grave misura anche di comunicazione. Vediamo quali:
1) sono mancate le alleanze strategiche *su interessi nazionali condivisi* con paesi potenziali alleati nelle varie fasi di votazione;
2) si è pensato che bastassero “strette di mano” o parole compiacenti a “blindare” voti che invece, se non vi sono pesanti prezzi da pagare nel cambiare cavallo, girano fino all’ultimo secondo;
3) sotto il profilo della comunicazione, ogni volta che qualcuno dei promotori del Governo si pronunciava sulla “forza imbattibile” della candidatura di Milano, argomentava i meriti della capitale lombarda sciorinando cifre , dati, progetti legati al *beneficio reciproco* che ci sarebbe stato tra EMA e aziende farmaceutiche lombarde e italiane, sulla ricerca di HumanTechnopole post-Expo, sul riutilizzo del palazzone ex regione Lombardia, sui vantaggi per l’impresa nazionale, etc. Questi argomenti sono sono stati *costantemente utilizzati* in tutte le sedi internazionali, non solo da noi ma anche sulla stampa estera, pensando di portare acqua al mulino di Milano come sede EMA. Piccolo particolare: in una candidatura internazionale, non c’è cosa che faccia più inorridire – ipocritamente, certo, ma se si è così sprovveduti da usare argomenti boomerang i concorrenti saltano sull’occasione… – quanto la dimostrazione che un Paese intende ospitare un’Agenzia o lanciare una candidatura con il *dichiarato proposito* di beneficiarne direttamente anch’esso, anziché essere la “vestale” – sempre ipocritamente, ma c’est la vie! – dell’interesse comune…. Per fare solo un paragone, egualmente sarebbe stato un passo falso promuovere la candidatura di Draghi alla BCE reclamizzandola da Roma come il mezzo per alleviare l’insolvenza delle banche italiane, o quella di Ban Ki-moon a Segretario Generale ONU per tutelare gli interessi di sicurezza della Corea del Sud, o ancora quella di Moscovici alla Commissione Europea al fine di poter “stare leggeri” sui parametri di deficit economico francese… Ma noi no: giù a testa bassa nel sostenere che l’EMA a Milano sarebbe stata la “bengodi” per industria e ricerca nazionale. E nessuno se ne è lamentato con noi. Ma nelle segrete stanze di Bruxelles, queste nostre ingenuità sono state altrettanti “spilloni” da conficcare nei nostri sogni…
Concludo citando alcuni passaggi di un’intervista rilasciata da Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana – probabilmente assai lontano dal sottoscritto sotto il profilo della “sensibilità politica” – ma lucido nella sua analisi: “…L’incredibile epilogo dell’assegnazione della nuova sede dell’EMA da spostare da Londra in altro paese europeo a seguito della Brexit, non è frutto del caso ma di un errore di gestione politica di un ottimo dossier tecnico. L’accostamento da parte del Governo “alla perdita di un mondiale di calcio”, oltre che patetico è anche scivoloso: continuando l’analogia infatti qualche testa dovrebbe rotolare fuori dal campo di gioco… L’EMA è un’agenzia che influenza miliardi di investimenti pubblici e privati: la mancata assegnazione è un’occasione storica persa dal nostro paese che, pur avendo le carte migliori da giocare, si è fatto fregare dimostrando carenza e inadeguatezza della leadership politica. Dichiarando che “non abbiamo vinto ma non siamo stati sconfitti”, rinunciamo a spiegare perché il progetto migliore – il nostro – non è stato difeso con un sistema di solide alleanze politiche che avrebbe potuto evitare il ricorso al sorteggio. Il sorteggio finale, infatti, si è verificato solo perché nei punteggi del terzo turno l’Italia, pur avendo la proposta migliore, si è trovata in parità con l’Olanda: questo è proprio quello che il Governo doveva garantire che non avvenisse attraverso un’appropriata “diplomazia politica”. A chi ha avuto modo di frequentare anche solo marginalmente Bruxelles, non sfugge che le decisioni, oltre ai criteri oggettivi, vengono assunte in base a una complessa attività diplomatica d’influenze e legittimi scambi, a cui, se vogliamo ottenere risultati non ci si può sottrarre. Gli argomenti per l’Italia non mancavano: chi può sostenere che la produzione tecnico-scientifica di Amsterdam, le capacità produttive dell’industria farmaceutica dell’Olanda, siano superiori a quelle di Milano o dell’Italia? Il nostro paese aveva le carte in regola, e Gentiloni, prima di stazionare inutilmente sull’aereo di stato a Genova, *avrebbe dovuto utilizzare il veicolo molto prima* per andare a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo, pretendendo rispetto per la comunità scientifica e industriale italiana, e costruendo un valido sistema di alleanze…”. Sul punto, convegno con Rossi: la verità è che siamo di fronte a un caso evidente d’inconsistenza della leadership politica e di irrilevanza dell’Italia a livello internazionale, che determina peraltro per il nostro Paese un danno economico superiore al miliardo e mezzo di Euro. Cos’altro aggiungere…? A VOI LA PAROLA!


Pubblicato sulla mia pagina facebook, qui il post originale.


©2018 Giulio Terzi

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